I migliori dispositivi medici per misurare la pressione sanguigna richiedono oggi una permanenza prolungata del paziente in clinica. Un sensore sperimentale può aderire alla pelle quasi come un tatuaggio e monitorare in tempo reale questo parametro 24 ore su 24.
Perchè un sensore indossabile è una rivoluzione?
Un sensore flessibile ed indossabile segna la differenza tra una semplice ‘fotografia’ del paziente e un percorso costante che permetta di capire perfettamente quali correlazioni intercorrono tra le attività quotidiane e la variazione di pressione sanguigna. Un team internazionale dell’Università dell’Illinois hanno mostrato perfetta efficienza di un sistema simile, che può essere applicato anche su particolari zone del corpo per misurare la specifica attività di un preciso vaso sanguigno.
Il dispositivo, sviluppato in cooperazione con un gruppo di ricercatori Cinesi, è stato preceduto da uno studio pubblicato 4 giorni fa sull’ultimo numero della rivista Science Advances
C’è ancora un po’ di strada prima che questi sviluppi possano portare a dispositivi indossabili diffusi su larga scala: uno dei nodi principali da risolvere è quello relativo all’alimentazione. Serve una sorgente di energia in grado di alimentare il dispositivo (e deve essere per forza di cose minuscola: forse in tal senso possono tornare utili le batterie pieghevoli Samsung di cui vi ho parlato recentemente) e un impianto wireless che trasmetta i risultati ad un computer.
Risolti questi punti critici, dispositivi flessibili come questo possono rivoluzionare la medicina fornendo una mole impressionante e mai vista prima di dati che ci permettano di comprendere a fondo il comportamento delle arterie nel corso della vita. Sensori flessibili potranno essere sistemati perfino in organi interni o in impianti da inserire all’interno del corpo.
Ecco il testo dello studio >>