Il modo più efficiente di restare caldi è quello di aumentare o ridurre i fattori isolanti.
Mettere o togliere un capo (quando si dice “vestirsi a strati”) serve a creare intercapedini che trattengano il calore senza disperderlo.
Le ricerce sugli “smart textiles” proseguono in modo molto incoraggiante: un piccolo team di ricerca ha sviluppato degli abiti adattivi, materiali tessili che potrebbero cambiare drasticamente il nostro modo di vestirci. L’idea degli abiti adattivi è quella di sviluppare un materiale in grado di “aumentare” le sue proprietà isolanti reagendo da solo all’ambiente e modificando la propria configurazione aggiungendo o sottraendo spazio “isolante” per provvedere alla termoregolazione corporea senza modificare l’abbigliamento.
L’iniziativa appartiene ad un campo di ricerca finanziato da ARPA-E, un’agenzia incubatrice del Dipartimento dell’Energia americano. ARPA-E finanzia dal 2009 i più promettenti campi della ricerca sulla sostenibilità energetica e sul miglioramento delle prestazioni di tessuti, materiali da costruzione, manufatti.
Per dirlo in parole povere, dire che avremo “abiti adattivi” è dire che avremo maglie che diventano giacconi, e forse scarpe che diventano moon boot: si, lo so, non ridete.
Detta così è fin troppo semplice, ma badate che è proprio così che potrebbe andare.
Le immagini del prototipo in azione parlano da sole.
Per saperne di più: https://arpa-e.energy.gov/?q=slick-sheet-project/passive-thermo-adaptive-textiles