Lo studio di architettura e design EEMY ha creato un rifugio in bambù che è in grado di resistere anche ad escursioni climatiche estreme.
Creato in collaborazione con la Banca Mondiale, Airbnb e GFDRR, il “delta” del rifugio di bambù può ritrarsi in sé stesso se viene sfidato da condizioni estreme, proprio come farebbe una tartaruga che si ritira all’interno del suo guscio.
Le Filippine, scheggia climatica impazzita
Prendendo spunto dalle aree delle Filippine (purtroppo) soggette a frequenti fenomeni estremi e catastrofi naturali, EEMY si ispira alla forza delle tradizionali case filippine bahay-kubo.
La forma piramidale del delta migliora la resistenza agli eventi sismici mentre la base è sollevata da terra per resistere ai fenomeni di acqua alta.
In presenza di condizioni meteorologiche estreme, come detto, l’architettura del rifugio può contrarsi a metà delle sue dimensioni trasformandosi in una piramide compatta e “super resistente”.
Come scatta il meccanismo di difesa “a tartaruga”
Il rifugio “si difende” dalle intemperie grazie ad una serie di “tende di bambù” pieghevoli. Queste strutture possono essere espanse o ripiegate sul telaio principale (che si estende per circa 130 metri quadrati).
Una volta raggiunta loro massima estensione (circa 260 metri quadrati), le finestre triangolari e le “ali” possono essere utilizzate come ombra, stendini, bancarelle e connessioni per creare cortili in comune, coperti e riparati.
La scelta del bambù
L’uso del bambù come materiale riecheggia l’atmosfera naturale delle tradizionali case filippine bahay-kubo. La struttura primaria è composta da pali del diametro di circa 12 cm, con travi in legno per una maggiore stabilità.
Il bambù viene anche “potenziato” attraverso un trattamento con una soluzione di boro, una sostanza salina presente in natura che rende il bambù indigeribile agli insetti.
Secondo EEMY l’intera costruzione del rifugio di bambù può essere ultimata in appena 28 giorni. Gli stessi proprietari possono occuparsi di tutto, ad un costo di circa 8300 euro.