Le regole della fisica che studiamo a scuola e a cui ci riferiamo ogni giorno possono avere senso per noi, ma su scala molto ridotta il senso si rompe del tutto. A livello quantico, il vuoto dello spazio sta bollendo con minuscole particelle che spuntano costantemente dentro e fuori l’esistenza.
Particelle minuscole che compongono i mattoni di tutto non hanno neanche una posizione prestabilita, solo un range di possibili posizioni dettate da complesse regole di probabilità. E il fisico teorico Sean Carroll ne è completamente contento. Dice che il fatto che minuscole particelle come elettroni e fotoni non abbiano un posto fisso nell’universo è la prova che ci sono molti universi paralleli. Qualcuno la chiama Teoria degli universi paralleli, ma per lui è più una realtà. Si, universi paralleli esistono, dice convintamente.
Sean Carroll è ricercatore al Dipartimento di Fisica al California Institute of Technology. Ha pubblicato in riviste come Nature, Seed, Sky & Telescope e New Scientist.
“Ma c’è ancora molto da fare. Non tutti i mondi che possiamo immaginare diventano realtà. Ci sono ancora equazioni, regole fisiche, schemi che devono essere rispettati. Non posseggo alcun identikit di realtà parallele, di dimensioni parallele o di un universo parallelo. Non so neanche quanti siano esattamente gli universi oltre il nostro. Se proprio volete saperlo, non so quanti universi ci sono, quanti universi esistono. Ma so che esistono altri universi, questo per me è certo. E so che alcuni possibili mondi alternativi possono diventare realtà. Ma non tutti. “
Carroll ha avanzato teorie innovative e controverse su argomenti come il Big Bang e la natura del tempo.
Sean Carroll è convinto che l’universo non sia iniziato in una grande esplosione ma sia un’entità infinitamente vecchia, che si espande costantemente e in cui il tempo possa scorrere “sia in avanti che all’indietro”. Le sue teorie sul tempo sono raccolte in un libro uscito anche in Italia: “Dall’eternità a qui”, edito da Adelphi.
È convinto che presto avremo gli strumenti per esplorare adeguatamente il regno quantico e più avanti l’intero multiverso: “La tecnologia è migliorata. Forse le cose cambieranno”.
Sean Carroll e le sue controverse teorie su universi paralleli, big bang e natura del tempo
A ben vedere, comunque le sue teorie sono più “nette” che controverse. Niente a che vedere con quelle sull’universo olografico, per dire.
Per Carroll, la “stranezza” della fisica quantistica non è qualcosa da provare a incorporare in una teoria più ampia, più semplice che abbracci tutto. A dirla tutta, per Carroll la fisica quantistica non è una “stranezza”.
Per quanto ne sappiamo attualmente, la meccanica quantistica non è solo un’approssimazione alla verità; è la verità.
Ci sono molte speculazioni sul regno quantico e la teoria degli universi paralleli. Alcuni scienziati ritengono che il regno quantico possa essere una porta verso altri universi o addirittura dimensioni alternative. Altri credono che il regno quantistico sia una realtà completamente separata, che esiste accanto alla nostra. Nessuno sa con certezza quanto lontano si potrà andare con la ricerca, ma si tratta di un’area entusiasmante che potrebbe rivelare segreti sorprendenti sull’universo.
“La fisica è bloccata nel tentativo di comprendere i fondamenti della natura e del Big Bang”, afferma. “È tempo di fare un passo indietro e comprenderne le basi. È tempo di affrontare la nostra comprensione del mondo quantistico“.
Dice che dobbiamo dimenticare la fisica classica che cerca di “accogliere” il regno quantico. “Pretendiamo che rispetti le nostre teorie della fisica. Ma questo non è davvero il modo giusto di pensare. È il contrario. “