Vi siete mai chiesti che aspetto hanno da vicino gli esopianeti, quei corpi celesti (qualcuno anche “abitabile“) al di fuori del nostro sistema solare?
Abbiamo visto innumerevoli rappresentazioni di artisti, certo. Ma immaginate come sarebbe vedere il pianeta reale, i suoi colori, l’atmosfera, i suoi continenti, persino la sua vegetazione.
La NASA ha annunciato questa settimana di star finanziando la ricerca proprio per questo sforzo. Il concept di un telescopio chiamato lente gravitazionale solare (SGL) ci permetterebbe di osservare con una risoluzione sorprendente mondi alieni anche molto distanti.
L’obiettivo del progetto, secondo la descrizione della NASA, è “osservare direttamente uno dei tanti esopianeti simili alla Terra” con una risoluzione di circa 25 km, che è “sufficiente per vedere le caratteristiche della superficie e i segni di abitabilità”.
Il nuovo annuncio di un SGL segue i finanziamenti di Fase I e II da parte del programma NIAC (NASC).
Come funziona il telescopio SGL
Slava Turyshev, un fisico del Jet Propulsion Laboratory della NASA che ha scritto e studiato questa tecnologia, descrive come funziona un SGL:
Nella forte regione di interferenza dell’SGL, questa luce è notevolmente amplificata, formando l’anello di Einstein intorno al Sole, che rappresenta un’immagine distorta della sorgente estesa.
Slava Turyshev
Vedremo le stelle da vicino
Questo non è l’unico sforzo astronomico su larga scala della NASA che potrebbe produrre incredibili nuovi dati su mondi alieni.
Quando il James Webb Space Telescope, verrà lanciato nel 2021, sarà in grado di vedere pianeti (in alto contrasto, raggio medio infrarosso) che sono da 10 a 100 milioni di volte più deboli di quelli che oggi possiamo attualmente immaginare. Webb studierà anche le atmosfere di questi pianeti e cercherà tracce di ossigeno e altre “firme tecnologiche” di eventuali civiltà, come tracce di gas industriali.
Il restante ostacolo tecnologico è rappresentato dal modo di trasportare un “telescopio di classe metro con un coronagrafo solare” a grande distanza dal sole.
Slava Turyshev ha suggerito che la soluzione potrebbe essere quella di implementare uno “sciame” di velivoli minuscoli alimentati da vele solari in grado di rappresentare simultaneamente “più pianeti / lune di un sistema esosolare”.
Potrebbero passare molti anni prima di iniziare a ricevere dati e immagini da questi progetti, ma è eccitante sapere che nella nostra vita vedremo probabilmente le “caratteristiche superficiali” degli esopianeti alieni e saremo in grado di osservare le loro foreste, o altro.