I fan di Disneyworld e Disneyland sognano il ritorno nei grandi parchi a tema, ma che futuro avranno in un mondo che ha attraversato una pandemia?
Poco ma sicuro: sarà un mondo diverso. Mascherine, detergenti e distanze sociali non facevano parte dell’esperienza Disney prima delle chiusure di marzo. I parchi a tema sono luoghi nati per mettere insieme le persone. Tante persone, molto vicine tra loro. La tendenza attuale, e in parte il futuro, sono di segno opposto.
Lo stato attuale
Le autorità americane hanno trasmesso in settimana delle linee guida per l’eventuale riapertura dei parchi nell’area della città di Orlando, in Florida.
Si tratta di un piano in più fasi che nel contesto attuale sembra rischioso e prematuro, ma è stato evidentemente concepito con una visione di prospettiva.
La fase 1 di una riapertura consentirebbe ai parchi di operare al 50% della loro capacità ricettiva. La fase 2 salterebbe fino al 75%. In entrambe, qualsiasi membro dello staff di età pari o superiore a 65 anni sarebbe incoraggiato a rimanere a casa.
Le linee guida suggerite includono il fatto che i parchi sistemino a terra dei segnali a distanza di 2 metri per regolare le code, e il personale pulisca regolarmente le superfici. Per il resto, nulla di troppo dissimile dalle regole che incontriamo già oggi quando ci rechiamo a fare la spesa.
- Tutti i dipendenti dovrebbero indossare maschere per il viso (non si fa menzione dello stesso requisito per gli ospiti).
- Dispenser contactless di disinfettanti per le mani dovrebbero essere disponibili in corrispondenza di ciascuna entrata e tornelli di biglietteria, nonché delle entrate e delle uscite di ogni corsa e attrazione.
- I parchi dovrebbero pulire regolarmente tutte le ringhiere e le superfici.
- I controlli di temperatura dovrebbero essere effettuati ai membri del personale prima di ogni turno (a quelli con una temperatura superiore a 37,5° andrebbe interdetto l’accesso)
Quando accadrà?
“I parchi tematici e altri luoghi di tale portata devono sviluppare ciascuno il proprio insieme specifico e unico di linee guida in base alle raccomandazioni del CDC e utilizzando le migliori pratiche che proteggeranno la vita, la salute e la sicurezza di dipendenti e ospiti”. È quanto ha affermato il copresidente della task force Chuck Whittall.
Della task force fa parte anche Thomas Mazloum, vicepresidente senior di Walt Disney World Resorts and Transportation Operations. La tal cosa non mi fa leggere nel modo giusto la sua dichiarazione: “I parchi saranno autorizzati ad aprire a loro discrezione con il loro livello di sicurezza determinato internamente durante le varie fasi.”
La disciplina imposta dai governi spaventa perché potrebbe portare a derive autoritarie, ma in tempi di pandemia l’autodisciplina non tiene certo tranquille le persone.
Gli accorgimenti
Tra le linee guida suggerite per il futuro dei parchi a tema c’è una serie di accorgimenti che può cambiare parzialmente aspetto ai parchi. L’incentivazione dei check-in mobili, servizi di pulizia ridisegnati, schermi para starnuti alla reception ed altre.
Aggiustamenti che, nel quadro attuale, saranno probabilmente attuati tra mesi: luoghi di grande aggregazione come questi saranno, nel caso, gli ultimi a riaprire. In California le autorità sono ancora più esplicite: uno dei requisiti alle riaperture (in una fase 4, l’ultima tra quelle previste) è che siano state sviluppate delle terapie efficaci contro il coronavirus, il che significa che questa fase.
Come cambieranno le cose
Fino a quando i parchi non saranno di nuovo attivi e funzionanti, è difficile sapere esattamente come sarà l’esperienza per gli ospiti. Con un iniziale minor numero di persone nei parchi, ci sarà sicuramente meno folla.
Ad alcuni potrebbe sembrare una visita in bassa stagione. Ad altri, il futuro dei parchi a tema potrebbe sembrare meno energico e vivace. Anche con un minor numero di persone, tuttavia, i tempi di attesa potrebbero non essere così ridotti, dare le procedure di sicurezza da adottare in code, ristoranti e negozi dei parchi tematici.
Code virtuali: già oggi c’è un’app, My Disney Experience, che consente agli ospiti di fissare un appuntamento per unirsi a una coda. Questi strumenti saranno di maggiore utilità e il loro utilizzo si evolverà.
Sospensione o regolazione di sfilate e spettacoli: gli eventi popolari come la mitica parata in Main Street con carri e personaggi spesso riuniscono molte persone insieme in una zona. Potrebbero non essere organizzati, o organizzati in modo tale da distribuire meglio le persone.
Nessuna attrazione pre-show: è possibile che si saltino le attrazioni pre-show o gli spettacoli “di strada” che distraggono dall’attesa, perché sono un altro punto in cui le persone tendono a riunirsi.
E il futuro dei parchi a tema in Italia?
Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti che comprende tutti i maggiori parchi a tema italiani, è preoccupato.
Il rischio maggiore è che i parchi non riaprano nell’impossibilità di applicare tutti i protocolli necessari, e per quelli stagionali (come i parchi acquatici) servirebbe solo un miracolo a scongiurare la perdita dell’intera stagione estiva, una prospettiva davvero concreta. Senza contare i parchi a vocazione faunistica, che necessitano di molte spese anche per il mantenimento e la salute degli animali che li popolano.
Le soluzioni proposte dal governo per il comparto turistico non sono giudicate soddisfacenti, e l’eventuale venir meno della cassa integrazione metterà i gestori nelle condizioni di dover licenziare anche il personale fisso, e/o vendere le strutture. Lo spettro di qualche offerta (a prezzi bassissimi) da parte di fondi speculativi sembra essersi già materializzato.