Un team di ricercatori del MIT e di altre istituzioni afferma che il loro reattore a fusione compatto “SPARC” potrà effettivamente funzionare , almeno in teoria, come sostengono in una serie di documenti di ricerca pubblicati di recente.
In un totale di ben sette articoli scritti da 47 ricercatori di 12 istituzioni, il team sostiene che durante le fasi di pianificazione non sono emersi impedimenti o sorprese inaspettati. In altre parole, la ricerca “conferma che il progetto di reattore a fusione SPARC su cui stiamo lavorando ha alte probabilità di funzionare”, ha detto al New York Times Martin Greenwald, vicedirettore del Plasma Science and Fusion Center del MIT e responsabile del progetto .
Il potere di fusione rimane sfuggente, ma la tecnologia promette di diventare un giorno un modo sicuro e pulito di produrre energia fondendo insieme nuclei atomici come il Sole. In pratica, creare una stella sulla Terra e sfruttarne l’energia. Nonostante quasi un secolo di ricerca, però, nessuno è ancora riuscito a farcela.
Ora ci prova SPARC
SPARC, uno dei più grandi progetti di questo tipo nel settore a finanziamento privato, sarebbe il primo nel suo genere: un reattore a “plasma ardente” che fonde gli isotopi dell’idrogeno per formare elio, senza bisogno di altri input di energia.
Grazie ai progressi nel campo dei magneti superconduttori, il team spera di ottenere le stesse prestazioni di reattori molto più grandi, come il gigantesco reattore ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), che ha iniziato l’assemblaggio a luglio.
I magneti vengono utilizzati per contenere le reazioni estremamente calde e ad alta pressione in corso all’interno del reattore a fusione: questa è una delle maggiori sfide. Secondo i calcoli del team, SPARC dovrebbe essere in grado di produrre il doppio dell’energia di fusione rispetto alla quantità necessaria per generare la reazione. Sarebbe un salto enorme, oggi anche solo un “pareggio di bilancio” non si riesce ottenere.
In effetti, nei documenti, i ricercatori osservano che il reattore a fusione SPARC potrebbe teoricamente generare dieci volte la quantità di energia immessa, ma c’è molto lavoro da fare prima che possano dirlo con certezza.
Quando vedremo il reattore a fusione SPARC in azione?
Quello che cerchiamo di fare è mettere il progetto sulla base fisica più solida possibile. In questo modo possiamo essere fiduciosi su come funzionerà e quindi fornire indicazioni per la progettazione ingegneristica mentre procede
Martin Greenwald, vicedirettore del Plasma Science and Fusion Center del MIT
Il team del MIT spera di costruire il suo reattore compatto nei prossimi tre o quattro anni.