Il miliardario Richard Branson spinge il management della sua azienda (e non solo) ad abbracciare l’idea di accordi di lavoro flessibili. Sostiene che con la tecnologia all’avanguardia di oggi non c’è motivo per cui le persone non possano lavorare meno ore ed essere ugualmente produttive, se non di più.
Il duro lavoro è fondamentale, ma divertirsi e divertirsi è altrettanto cruciale. Parola di un magnate che ha sempre abbracciato questa filosofia lavorativa basata sulla creatività. Branson, il fondatore del colosso Virgin, dice (e scrive nei suoi libri): “il divertimento è uno degli ingredienti più importanti e sottovalutati in qualsiasi impresa di successo”.
Branson spesso sottolinea l’importanza di rilassarsi, ricaricarsi e riconnettersi con le persone che ami. Crede che il lavoro flessibile consenta al personale Virgin di trovare un migliore equilibrio tra il proprio lavoro e la vita privata. “Attraverso questo equilibrio tra vita privata e lavorativa tutti diventano più felici e più produttivi”, ha detto.
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Virgin offre ai suoi dipendenti congedi illimitati e un’opzione di lavoro da casa. “È più facile attirare i migliori talenti quando sei aperto e flessibile”, ha detto Branson in un recente post sul blog aziendale. “Non è efficace o produttivo costringerli a comportarsi in modo convenzionale”.
Il più importante alleato in questa transizione lavorativa? La tecnologia. Branson non teme che i robot rubino il lavoro agli umani, dice che la tecnologia dovrebbe essere abbracciata, perché l’innovazione rende possibile fare più lavoro in meno tempo. Questo significa che le persone potranno essere libere di avere più tempo per sé e per ciò che amano fare nel tempo libero.
Settimana corta? Cortissima? “Molte persone là fuori adorerebbero i weekend di tre o anche quattro giorni”, dice Branson. “Tutti apprezzerebbero più tempo da trascorrere con i propri cari, per mettersi in forma e in salute, per esplorare il mondo”.
Come darti torto, Richard.
Il miliardario sa di cosa parla. Andiamo, cosa volete dirgli? Virgin Group, la sua società di investimenti, ha interessi in più di 60 aziende, dai treni e aerei alle astronavi e alla tecnologia. Le sue attività servono 53 milioni di clienti, impiegano 69.000 persone in 53 paesi e realizzano quasi 22 miliardi di dollari di entrate annuali. Per me ha ragione da vendere.
Anche perchè non è uno che vuole convincere per forza. Lui fa così e si trova bene. Voi fate quel che vi pare della vostra vita lavorativa. Certa è una cosa: il buon Richard, ricco come un Creso ma non il più ricco di tutti (anche questo dice qualcosa) ha idee precise. È diventato un convinto sostenitore del lavoro flessibile ben prima che “smartworking” diventasse una parola sulla bocca di tutti. La sua filosofia è cambiata drasticamente nel 2005, con la nascita del suo primo figlio. Ha sperimentato su di sé le esigenze e il cambiamento, con un’empatia che riconoscevo fino ad ora a gente come Adriano Olivetti.
La flessibilità di stare a casa (anche solo occasionalmente) potrebbe fare la differenza tra un genitore che avanza nella propria carriera e uno che deve smettere. Le aziende meno flessibili fanno pressione sulle famiglie e limitano le opportunità per i genitori che lavorano. Questo non va bene per nessuno.
Richard Branson
Carriera lavorativa flessibile, settimana di 3 giorni, purchè funzioni bene
Branson mi convince ancora di più quando avverte anche che il lavoro flessibile “è uno strumento potente, ma solo se usato correttamente”.
Non si tratta solo di distribuire dei laptop e lasciare che qualcuno lavori da casa. E neanche di togliere uno o due giorni di lavoro nella settimana lavorativa. I ruoli davvero flessibili hanno una mentalità diversa, progettati per adattarsi. Essere pagati di più per lavorare meno è un punto di equilibrio difficile da ottenere, ma accordi di lavoro molto più flessibili saranno la norma tra non molto, ed è meglio prepararsi.
O cambiamo o verremo cambiati
Uno dei motivi per cui la nostra vita lavorativa diventerà flessibile, dice Branson, è che la forza lavoro moderna si sta già evolvendo. Sempre più persone vogliono la libertà di trascorrere del tempo con la famiglia e di svolgere le proprie attività. Le connessioni sempre più veloci consentono alle persone di lavorare da qualsiasi luogo: un sondaggio rivela che già oggi il 43% dei lavoratori americani lavora da remoto almeno parte del tempo.
Il secondo motivo ve l’ho scritto prima: il telelavoro migliora la produttività. Dipendenti felici sono dipendenti migliori. Per questo non sorprende che i lavoratori a distanza riportino una maggiore soddisfazione generale: senza un lungo tragitto giornaliero da fare possono iniziare la giornata prima ed essere più produttivi.
Altri fattori collaterali? La possibilità di stabilire una forma lavorativa flessibile permette alle aziende di selezionare lavoratori migliori, non solo in base alla distanza chilometrica, ed anche di estendere la forza lavoro senza maggiori costi immobilari.
Quello che conta più di tutto, comunque, è la fiducia. Branson lo crede fermamente: il lavoro flessibile è un lavoro intelligente. Se ci si fida dei propri collaboratori e dipendenti, dice, ti ricompenseranno.