Per definizione, la “scatola nera” resta uno dei mezzi più funzionali in assoluto per la raccolta dei dati.
Il progetto Earth’s Black Box, sfrutta la potenza di questo incredibile strumento per poter registrare efficacemente tutto quello che succede nel mondo, trasmettendo le informazioni ai posteri.
L’installazione delle Box è avvenuta in Tasmania, in una delle zone più isolate del mondo. L’involucro in acciaio conterrà una serie di dischi rigidi alimentati da pannelli solari, ognuno dedicato alla registrazione di specifici dati.
Ogni disco registra e documenta le evoluzioni scientifiche su tematiche importantissime, creando un agglomerato di informazioni utilissimo per gli uomini del futuro.
I cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale, lo sviluppo di nuove cure mediche; la scatola raccoglierà tutte queste informazioni in un unico punto.
“Earth’s Black Box registrerà ogni passo che compiamo (…) Centinaia di set di dati, misurazioni e interazioni relative alla salute del nostro pianeta verranno continuamente raccolti e archiviati in modo sicuro per le generazioni future”.
Il progetto della scatola nera per il futuro
La scatola nera dedicata alla Terra, il progetto di cui parla il sito Web di Earth’s Blacbox, è stata realizzata per “salvaguardare” la specie umana.
“L’idea è che se la Terra si schianterà a causa del cambiamento climatico, questo dispositivo di registrazione indistruttibile sarà lì per chiunque resti a imparare da quello”
Jim Curtis, direttore creativo Clemenger BBDO
Le informazioni raccolte potrebbero aiutare la società futura a non commettere gli stessi errori, scoprendo cosa è effettivamente successo al nostra pianeta.
“Lo scopo del dispositivo è fornire un resoconto imparziale degli eventi che portano alla scomparsa del pianeta, assumersi la responsabilità per le generazioni future e ispirare un’azione urgente”, affermano i produttori di Earth’s Black Box.
A livello “teorico”, è facile assimilare la Earth’s Black Box al “Doomsday Vault”, un progetto norvegese altrettanto interessante. Messi a paragone, i due studi potrebbero essere definiti come complementari.
La Svalbard Global Seed Vault (appunto Doomsday Valut) è una fortezza che racchiude tutti i semi del mondo, progettata nel caso la situazione ambientale dovesse diventare drammatica. Il suo aiuto, insieme alle informazioni ricavate dalla scatola nera della Terra, potrebbe risollevare le sorti delle future generazioni.
Com’è nato il progetto
I ricercatori dell’Università della Tasmania, già da tempo interessati ai temi della sostenibilità ambientale, hanno scelto di collaborare con Clemenger BBDO, l’agenzia creativa The Glue Society. L’unione delle due associazioni, ha portato alla nascita di Earth’s Black Box.
Il progetto dovrebbe essere completato all’inizio del 2022, ma la maggior parte dei sistemi è già parzialmente attiva. Bisogna solo effettuare dei test di controllo ed assicurarsi che tutto proceda per il verso giusto.
Uno degli obbiettivi principali, è quello di spingere l’umanità ad agire in modo più responsabile, soprattutto riguardo le tematiche di gestione ambientale.
In che modo? Attraverso l’ansia del giudizio.
Se il progetto funziona, le conseguenze delle azioni che compiamo ogni giorno verranno “registrate” da un macchinario. Tutto questo, spingerà le persone a controllare meglio i propri sprechi.
“L’essere registrati, ha un’influenza su ciò che le persone fanno e dicono”; queste le parole di Jonathan Kneebone di The Glue Society all’ABC (Australian Broadcasting Corporation).
Il progetto di questa scatola nera della Terra, è effettivamente innovativo ed interessante. Può tranquillamente rientrare tra i sistemi di analisi scientifico / statistica, necessari per renderci conto di come si evolve la situazione anno dopo anno.