I quadricotteri sono droni versatili in grado di svolgere una vasta gamma di attività, ma sono limitati dalle loro quattro braccia. Oggi alla UC Berkeley potrebbero aver risolto il problema sviluppando un nuovo drone multiuso sperimentale Un drone che si trasforma letteralmente, con braccia pieghevoli che si aprono e chiudono durante il volo.
Il lato migliore è che per ‘trasformare’ questo drone che i ricercatori hanno chiamato Midair non servono costosi (energeticamente) attuatori elettronici. Il prototipo di Berkeley ha dei cardini che si aprono o chiudono sfruttando la gravità o la spinta inversa.
Genio e sostenibilità
Questa configurazione permette una vasta gamma di movimenti. Se il drone deve infilarsi in un piccolo spazio verticale mentre si muove orizzontalmente, si trasforma così: due bracci opposti sono invertiti nella direzione della spinta, piegandosi entrambi verso il basso. Una volta “dimagrito” per effetto di questa trasformazione, ora può passare senza intoppi in uno spazio più piccolo.
Si trasforma pure in fattorino
I bracci del drone possono essere adoperati anche per afferrare scatole e piccoli pesi, come se fossero delle ‘chele’. Oggetti che vengono prelevati e posati in posizioni differenti.
Multiuso significa multiuso
L’abilità di Midair si vede tutta nel modo di gestire la situazione consumando meno energia possibile. Il drone può anche scendere attraverso un’apertura stretta. In quel caso, sfrutta semplicemente la caduta per piegare i suoi bracci. Letteralmente precipita chiudendosi, per poi riaprirsi subito dopo e ritrovare una spinta verso l’alto.
Finito? Ancora un’ultimo trick: se il drone ha bisogno di ‘riposo’, può chiudersi su un filo, un ramo, una linea elettrica spegnendo anche le sue eliche. I suoi bracci, penzoloni lungo il corpo centrale, abbassano il baricentro del quadricottero sotto il punto di contatto, mantenendolo in equilibrio. Funambolico!
In altri termini, ne ha fatta di strada questo monellaccio da quando, nel 2019, il suo primo prototipo è stato presentato sulla rivista scientifica IEE Xplore. Chissà cosa riuscirà a fare nei prossimi mesi.