Corsight AI, una sussidiaria della società israeliana di intelligenza artificiale Cortica, sostiene di poter produrre volti. Per la precisione, può produrre modelli facciali dal DNA di una persona, e poi darli ‘in pasto’ a un sistema di riconoscimento facciale. La dichiarazione è stata fortemente stigmatizzata dagli esperti per il suo valore dubbio, e per gli enormi problemi etici che comporterebbe.
DNA to face, volti dal DNA
I dirigenti di Coresight AI hanno svelato il prodotto “DNA to Face” dell’azienda in una presentazione a dicembre. Secondo un report del MIT Tech, il sistema può costruire “un profilo fisico di volti analizzando il materiale genetico raccolto in un campione di DNA”.
In sintesi? Trovo un capello (o altro), da lì risalgo ad un volto e lo piazzo in un sistema di riconoscimento facciale. Non sorprende che Corsight abbia rifiutato le interviste, e non abbia voluto parlare alla stampa di questa funzione.
Le preoccupazioni sollevate sui possibili abusi delle forze dell’ordine sono tantissime. Non solo l’azienda sembra essere focalizzata sulla distribuzione di questa tecnologia alle forze dell’ordine, ma è anche estremamente opaca sulle sue attività e obiettivi. Coresight di fatto non ha più di due membri nel suo comitato consultivo: ed entrambi sono ex direttori della CIA. Serve dire altro?
Incubo orwelliano
Gli esperti, però, non esprimono solo preoccupazione. Nelle loro parole c’è più dubbio sulla stessa esistenza di una tecnologia del genere. Il DNA è usato dalle forze dell’ordine per identificare i sospetti, ma comporta il confronto di un campione e non la creazione di volti da campioni di DNA.
Anche il solo software di riconoscimento facciale dei volti è tanto imperfetto da sollevare preoccupazioni e iniziative che puntano a limitarlo. Figurarsi abbinarlo ad un sistema che ricava volti da campioni genetici.
“Tentativi prematuri di implementare questo approccio potrebbero distruggere completamente la fiducia e il sostegno pubblico per la ricerca genomica, senza alcun beneficio per la società”, dice Dzemila Sero, un ricercatore di imaging computazionale al Centrum Wiskunde & Informatics di Amsterdam.
L’idea che si possa costruire dal DNA qualcosa con il livello di dettaglio e di precisione necessari per eseguire una ricerca di corrispondenza facciale è gravissima. Ma prima ancora, allo stato attuale, è ridicola.
Quasi pseudoscienza. Seguirò gli sviluppi di questa tecnologia “cattura volti” per cercare di capire dove può arrivare.