Il bambù è un materiale che vedo benissimo anche nel futuro. Ci puoi fare tutto: spazzolini compostabili, lavatrici “fluviali”, rifugi, cannucce, e altri oggetti… oggi scopro che va bene anche per gli scooter elettrici!
È su questo materiale ecologico che punta una startup italiana, To Move, con la presentazione di uno scooter elettrico pieghevole e modulare: è omonimo, si chiama To-Move, e il bambù lo rende così… non so. Vintage?
Figli di una buona mamma
Nella Motor Valley (l’area Emiliana dove la rivoluzione elettrica sta rilanciando un intero, glorioso settore) si elabora, si inventa, si collabora tra aziende. Soprattutto si esplora e si recupera. L’obiettivo? Veicoli elettrici sostenibili e creativi, che combinino elementi tradizionali e contemporanei. Questo almeno l’impulso di Andrea Strippoli, il CEO della startup. Il To-Move è stato presentato appena due settimane fa, ma mi è finito sott’occhio solo oggi. Che dire?
Cos’è Renova To-Move?
In breve: un mini scooter elettrico in bambù, destinato al famoso “ultimo miglio” (di solito quello più inquinante). La prima cosa che si nota a prima vista? Lo stile, che domande. I designer del Politecnico di Torino fatto un ottimo lavoro per unire forma e funzione in un veicolo realizzato (ci tengono a dirlo) interamente con materiali naturali.
Il punto di forza: è pieghevole! Si trasformerà in un trolley che potrai spingere o tirare per arrivare all’autobus o al treno. E il bambù farà la sua parte per renderlo più leggero. Come detto, non è destinato a viaggi prolungati a brevi escursioni urbane, come ad esempio tra la stazione della metropolitana e il lavoro! Un “anello mancante” pensato per fare un lavoro quotidiano. Di più non so, non ci sono altre specifiche. Come direbbe Checco Zalone, “la cottura è buona, si può scolare la pasta”.
Un primo modello per convincere
Il To-Move è una buona interpretazione della mobilità sostenibile (ma mi piace molto il termine “mobilità dolce“) che punta su connettività, condivisione, sostenibilità e modularità. Quattro pilastri che nelle intenzioni di To Move saranno al centro di tutto il loro lavoro. “Ci faremo guidare dalla curiosità,” dice Giuseppe Corcione, AD della startup, “per dare un abito alla migliore tecnologia italiana”.