RICOVAI-19 è una piattaforma di terapia genica per malattie multiple. Esamina la salute di ogni paziente, comprese le sue condizioni e la diagnosi, nonché la prognosi.
Un’azienda italiana di intelligenza artificiale chiamata Almawave ha lanciato questo mese uno studio pilota per un gadget indossabile che impiega l’AI per aiutare i pazienti e gli operatori sanitari durante l’epidemia di COVID-19.
Lo studio è una collaborazione tra l’azienda e diversi entri. Per essere precisi: Politecnico delle Marche, Ospedale Riuniti di Ancona, ASUR Marche, Vivisol e Aditech. Allo stato attuale i risultati preliminari sono stati pubblicati su medRxiv come preprint non ancora sottoposto a peer-review.
Tra i coautori dello studio: Marco Mazzanti del Cardiac Imaging Department presso il Barts Heart Center Foundation Trust di Londra; Aldo Salvi, medico interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Ospedali Riuniti di Ancona, Italia; Stefania Giacomini, medico generico specializzato in medicina del territorio presso l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR).
Intelligenza artificiale indossabile (e italiana)
RicovAI-19 utilizza come detto l’intelligenza artificiale e la tecnologia di apprendimento automatico per analizzare lo stato di ogni paziente, compresa la pressione sanguigna, la frequenza respiratoria, la temperatura corporea e la saturazione di ossigeno. Monitora anche l’aderenza delle condizioni mediche del paziente a diagnosi e prognosi, così come la sussitenza del COVID-19 o di altre malattie.
RicovAI-19 calcola e invia anche indicatori di stabilità clinica al personale medico in modo che possa diagnosticare i pazienti e prescrivere il trattamento. Utilizza un’app mobile e un dispositivo portatile indossabile, a cui i pazienti potranno accedere gratuitamente.
A cosa serve questa tecnologia?
Una piattaforma del genere potrà avere molti sviluppi futuri. Allo stato attuale il suo obiettivo rientra a pieno titolo tra quelli della medicina di nuova generazione. Questa ed altre tecnologie puntano a diminuire le visite in emergenza, a ripensare l’assistenza medica a distanza e il modello di assistenza sanitaria in generale.
Nel complesso, la tecnologia AI indossabile e la telemedicina saranno utilissime, e il Covid è solo il primo banco di prova.