Il rischio di una potenziale tempesta solare (sebbene sia più corretto parlare di “tempesta geomagnetica”) preoccupa gli scienziati da anni.
L’ultimo grande caso, passato alla storia come evento Carrington, ha portato con sé conseguenze catastrofiche per tutta la linea elettrica. Tra l’1 e il 2 settembre 1859, i sistemi telegrafici di tutto il mondo hanno smesso di funzionare.
Gli operatori hanno parlato di “strani comportamenti”, comprese apparecchiature in grado di funzionare anche con la batterie scollegate. Il famoso fenomeno dell’aurora boreale (solitamente visibile solo in Scandinavia, Siberia e Canada settentrionale) risultava visibile fino all’estremo sud della Colombia.
L’evento Carrington è nato da una tempesta geomagnetica, a sua volta causata da una gigantesca bolla di gas surriscaldato (plasma) espulsa dalla superficie del sole verso la Terra. Gli scienziati parlano di “espulsione di massa coronale”, qualcosa che si verifica pochissime volte nel corso di migliaia di anni.
Il plasma di un’espulsione di massa coronale è costituito da una nuvola di protoni ed elettroni, tutte particelle caricate elettricamente. Quando queste particelle raggiungono la Terra, finiscono con interagire con il campo magnetico che circonda il pianeta. L’interazione provoca l’indebolimento del campo magnetico, che provoca gli strani comportamenti rilevati – compresa l’aurora boreale.
Cosa provoca una tempesta solare
David Wallace, ingegnere elettrico specializzato nella rete elettrica, studia le tempeste geomagnetiche e i metodi per “proteggersi” dal loro arrivo.
Per quanto assurdo, l’evento Carrington non è l’unico caso di tempesta solare registrato nel corso degli anni.
I carotaggi di ghiaccio antartico hanno mostrato prove di una tempesta geomagnetica nel 774 d.C. (Evento Miyake). Sappiamo poi che una tempesta più piccola si è verificata intorno al 993 d.C.
Mediamente, il fenomeno si presenta una volta ogni 500 anni, con conseguenze più o meno gravi a seconda dei casi.
Oggi, la National Oceanic and Atmospheric Administration utilizza la scala delle tempeste geomagnetiche – detta “Scala G” – per misurare la forza di ogni tempesta solare. La valutazione di questa scala va da 1 a 5, dove G1 è il valore più piccolo e G5 il più grande.
Tra le varie conseguenze di questi eventi bisogna considerare l’aumento di carbonio-14. Le tempeste geomagnetiche innescano elevate quantità di raggi cosmici nell’atmosfera superiore della Terra, che a loro volta producono carbonio-14 , un isotopo radioattivo del carbonio.
L’evento Miyake ha prodotto un aumento del 12% di carbonio-14, mentre l’evento Carrington ha prodotto meno dell’1% di aumento del carbonio-14.
Tutto questo non fa altro che aumentare il livello di pericolosità e “ignoto” di una futura tempesta. Semplicemente, non sappiamo bene cosa aspettarci.
Le conseguenze sul mondo attuale
Oggi, una tempesta solare di intensità pari a quella dell’evento Carrington potrebbe avere conseguenze davvero catastrofiche.
L’interruzione (anche se momentanea) della rete elettrica porterebbe alla perdita di tantissimo denaro e tantissime risorse.
La tempesta solare interesserebbe la maggior parte dei sistemi elettrici che le persone utilizzano ogni giorno.
Per capire la gravità della situazione, basta fare un piccolo esempio pratico.
Una tempesta geomagnetica tre volte più piccola dell’evento Carrington si è verificata in Quebec, in Canada, nel 1989. Da sola, questa tempesta è stata in grado di causare il collasso della rete elettrica Hydro-Quebec. Le correnti magnetiche nate dalla tempesta hanno danneggiato un trasformatore nel New Jersey e fatto scattare gli interruttori della rete, costringendo cinque milioni di persone a restare senza elettricità per nove ore.
Oltre a causare una serie di guasti elettrici, la tempesta danneggerebbe le comunicazioni su scala mondiale.
Internet potrebbe non funzionare, i sistemi di comunicazione ad alta frequenza verrebbero interrotti, i satelliti in orbita attorno alla Terra potrebbero essere danneggiati dalle correnti. Tutto questo, in contemporanea all’interruzione di telefonia satellitare, radio e televisione.I sistemi di navigazione verrebbero poi inevitabilmente colpiti, danneggiando tutti i mezzi di trasporto che sfruttano il GPS.
Parlando di Internet, una tempesta geomagnetica potrebbe produrre correnti indotte geomagneticamente nei cavi sottomarini e terrestri, distruggendo non solo Internet, ma anche tutti i data center che archiviano ed elaborano qualsiasi informazione digitale.
Bisogna prepararsi
Non sappiamo quando la Terra verrà colpita dalla prossima tempesta solare, ma sappiamo purtroppo che è solo questione di tempo.
Una tempesta di “tipo Carrington” risulterebbe dannosa per tutti i sistemi elettrici / di comunicazione del mondo. Le interruzioni della rete potrebbero durare settimane, e i alcuni server restare enormemente danneggiati.
Una tempesta di ”tipo Miyake” potrebbe provocare interruzioni della durata di mesi.
Per questo, David Wallace crede che sia fondamentale continuare a ricercare modi per proteggere i sistemi elettrici dagli effetti delle tempeste geomagnetiche. Lui stesso ha proposto di installare dispositivi in grado di schermare apparecchiature vulnerabili , così da aiutare i sistemi a regolare i carichi della rete.
Prima inizia il lavoro di ricerca, più saremo preparati ad affrontare la prossima tempesta solare.