Il virus di Epstein Barr (EBV) è un virus della famiglia degli herpes che si diffonde attraverso la saliva e che colpisce circa 9 persone su 10, anche se molte ne sono inconsapevoli perché in genere asintomatiche.
Come altri herpesvirus (tra cui la varicella, l’herpes zoster e l’herpes labiale) una volta che l’Epstein Barr infetta una persona resta nel suo corpo per sempre nascondendosi nelle sue cellule, ma può riattivarsi periodicamente causando nuovi sintomi.
Un nemico insidioso
Il virus di Epstein Barr è noto principalmente per causare la mononucleosi (anche nota come la “malattia del bacio”). Provoca estrema stanchezza, febbre e mal di gola, e può durare settimane o addirittura mesi.
L’EBV, però è stato a lungo associato anche a un aumento del rischio di alcuni tumori e malattie autoimmuni, la peggiore delle quali è la sclerosi multipla.
Nel gennaio 2022, un team di Harvard ha pubblicato i risultati di uno studio condotto su dieci milioni di giovani. È emerso che gli infettati dal virus di Epstein Barr hanno una probabilità 32 volte maggiore di sviluppare la sclerosi multipla. È stato il primo studio completo che fornisce prove convincenti di questo nesso di causalità.
“Un grande passo,” dice l’italiano Alberto Ascherio, professore alla Harvard School of Public Health e principale autore della ricerca. “Suggerisce che la maggior parte dei casi di sclerosi multipla potrebbe essere prevenuta fermando l’infezione da virus di Epstein Barr. Studiare meglio questo virus può portare alla scoperta di una cura per la sclerosi multipla: se non ne sei infetto il rischio di svilupparla è praticamente zero”.
Un vaccino contro il virus di Epstein Barr
L’Istituto nazionale USA di allergie e malattie infettive (NIAID) ha avviato la sperimentazione di fase 1 di un vaccino contro il virus di Epstein Barr. Il vaccino ha come obiettivo una molecola trovata sulla superficie del virus, chiamata glicoproteina 350. È la stessa molecola che gli anticorpi neutralizzanti del sistema immunitario attaccano quando c’è un’infezione da EBV.
In questo studio i ricercatori somministreranno a 40 giovani adulti sani di età compresa tra i 18 e i 29 anni tre dosi di vaccino contro l’Epstein Barr. L’obiettivo?Determinare la sicurezza del vaccino e vedere che tipo di risposta immunitaria richiede.
La lotta è partita
Sviluppare vaccini contro gli herpesvirus non è semplice, data la loro abilità di “nascondersi” dal nostro sistema immunitario. In particolare l’Epstein Barr, che fino a qualche mese fa non era considerato una priorità.
Il fatto che possa provocare la sclerosi multipla però ha accelerato gli sforzi di tutti. Anche Moderna, una delle case farmaceutiche che ha sviluppato vaccini a mRNA contro il Covid, sta attualmente sperimentando un possibile vaccino. E a parte i vaccini, sono in sperimentazione (con ottimi risultati) anche immunoterapie specifiche.
Potremmo essere vicini a mettere fuori gioco la causa di una delle condizioni più invalidanti, che può causare molta sofferenza a chi ne è affetto.