C’era una volta il ‘keynote’, quell’evento nel quale un Big della tecnologia era solito presentare “semplicemente” un nuovo telefono o un altro device tipo PC. L’evento di presentazione che oggi Xiaomi ha organizzato a Pechino aveva ben altri progetti.
Ok, ha anche presentato un nuovo telefono pieghevole, e si tratta di prodotti ancora agli esordi, ma tutto è impallidito quando sul palco è salito CyberOne.
E chi è?
CyberOne è un robot bipede e umanoide che oggi si è unito sul palco a Lei Jun, CEO di Xiaomi, sul palco della presentazione odierna. Vi dirò: non mi ha particolarmente colpito (pensate alle scene cui Boston Dynamics ci ha già abituati, come quelle che hanno il robot Atlas a fare la guest star). Cyberbot cammina come se fosse stato colto da un improvviso attacco di diarrea.
Non è un buon inizio, ma almeno è un vero robot, non un tizio vestito in una tutina di spande come nella pagliacciata che Elon Musk organizzò per presentare il futuro “Teslabot”.
CyberOne: siete seri, ragazzi?
Abbiamo visto diverse aziende di consumo esibire “muscoli robotici” in eventi come questo, (oltre alla succitata Testa ci sono anche colossi come Samsung e LG). Per questo non è facile dire dove CyberOne si collochi nello spettro tra la ricerca seria e l’assurda spettacolarizzazione.
Lei Jun fa un po’ di luce sui nostri dubbi spiegando che l’azienda sta investendo molto nella robotica. “L’intelligenza artificiale e le capacità meccaniche di CyberOne sono tutte sviluppate internamente da Xiaomi Robotics Lab. Abbiamo investito molto in ricerca e sviluppo in varie aree, inclusa l’innovazione di software, hardware e algoritmi”.
Sembrerebbe dunque di si. Sarebbe una cosa seria. E allora diamogli un’occhiata, va. Cosa fa questo giovanotto?
Qualche caratteristica
Col suo modulo di visione della profondità Mi-Sense e il relativo algoritmo di interazione AI, CyberOne è in grado di percepire lo spazio 3D. Il modulo gli permette non solo di vedere e riconoscere individui, gesti ed espressioni, ma anche di elaborare l’ambiente circostante.
Per comunicare col mondo esterno, infatti, CyberOne fa uso di un motore che riconosce la “semantica dell’ambiente” e di un motore che identifica gli stati emotivi dalla voce. Grazie a quest’ultimo riconosce 85 tipi di suoni ambientali (porte che si aprono, pioggia, auto in avvicinamento ecc.) e 45 tipologie di emozione umana.
In sintesi? Da quanto detto nella presentazione Xiaomi, CyberOne rileva la felicità o la rabbia, e può perfino rilevare momenti di tristezza confortando l’utente.
Le possibili applicazioni di CyberOne
Onestamente non saprei quantificarle al momento. A cosa può servire un ‘surrogato’ di un essere umano? Dall’assistenza alla compagnia, passando per i servizi e la produzione, un robot può fare tutto. Almeno il robot che vive nei sogni degli ingegneri da oltre un secolo.
E CyberOne, invece? Qui la cosa cambia.
Sono certo che anche nel suo caso la strada da fare sia lunga. Consideratelo un fratellone cresciuto di Asimo, il piccolo androide della Honda. Esperimento promettente che pubblicizza le tecnologie di un marchio. Per tutto il resto vedremo in futuro.