Fa parlare di sé con le sue dichiarazioni, oltre ad “hackerare” spesso e volentieri il mercato, e a quanto pare non si accontenta neanche di essere l’uomo più ricco del pianeta. Non quando ha la possibilità di usare due cervelli al posto di uno. E così, mentre tutti (scienziati e non) si chiedono ancora se e come sia possibile trasferire un cervello in una macchina creata dall’uomo, Elon Musk twitta e dice di aver copiato il suo cervello su un server e di parlare con la sua versione digitale.
Mi chiamo Elon e ho scaricato il cervello sul cloud
In un recente tweet Shibetoshi Nakamoto, noto come il creatore di Dogecoin, si chiedeva: ” Se potessi caricare il tuo cervello sul cloud e parlare con una versione virtuale di te stesso, ci faresti amicizia?”.
La risposta lapidaria del tycoon non si è fatta attendere: “L’ho già fatto”. Boom. Via alle speculazioni di ogni sorta.
Cosa poteva aggiungere il buon Nakamoto, se non una roba tipo “e adesso sei davvero tu, è una tua versione virtuale o cosa? C’è differenza tra le due?”
Musk, ovvero: Ipse dixit
Sappiamo benissimo cosa succede quando Elon Musk si lancia in queste dichiarazioni. Generalmente i media mondiali vanno a nozze, qualche azienda crolla (o schizza in alto) in borsa, o gli fa causa, ed in generale succede un gran casino.
Nel caso specifico il tweet è un semplice divertissement o fa cenni su almeno due tecnologie che lo riguardano più o meno da vicino: una è quella degli impianti cerebrali Neuralink, che il prossimo anno entrerà in una nuova fase di sviluppo. L’altra è quella delle intelligenze artificiali “conversazionali” in grado di creare ‘avatar’ di persone reali, vive o morte.
Nessuna di queste possibilità sarebbe per me compatibile con una qualsiasi procedura di “trasferimento” del cervello su un computer. Per questo, a meno che Musk non abbia fatto un trapianto di testa su altro corpo, oggi la sua coscienza si sta muovendo esattamente come prima: sulle sue gambe.
Domani chissà.