Considerate le cose viste quest’anno, forse dovrei aspettare fino alla fine per fare un elenco delle tendenze future, ma ehi: si tratta del futuro, giusto? Ci sarà sempre qualcosa che diverge, anche nel 2023. E i maggiori trend nel breve non saranno comunque stravolti.
Dopo due anni in cui il mondo è stato letteralmente “guidato” da un virus, oggi il principale motore del pianeta è una guerra. Nei prossimi mesi, probabilmente in tutto il 2023 il mondo dovrà fare i conti con le incognite legate alla geopolitica. Come impatteranno il “ritorno” cinese sulla scena, la crisi energetica, quella climatica ed altri fattori interconnessi?
Ecco dieci temi e trend da tenere d’occhio nel 2023.
Ucraina ancora centrale
I prezzi dell’energia, l’inflazione, i tassi d’interesse, la crescita economica, la crisi alimentare: tutti trend che dipendono da come andrà il conflitto nei prossimi mesi. Un rapido progresso di Russia o Ucraina potrebbero esasperare gli indicatori, ma una situazione di stallo sembra l’esito più probabile.
Anche la Russia oltre alla NATO potrebbe cercare di prolungare il conflitto nella speranza che scarsità di energia e forse dei cambiamenti politici in America minino il sostegno occidentale all’Ucraina.
Recessione in piena regola
Per bilanciare l’inflazione portata da pandemia e prezzi energetici, le banche centrali dei principali governi alzeranno i tassi di interesse, e le principali economie entreranno in piena recessione.
Se negli USA questa situazione potrebbe durare relativamente di meno, quella europea sarà molto peggiore. E gli effetti saranno comunque globali.
A tutto gas sul clima
Il titolo che ho dato vuole riflettere la polarizzazione di questo trend. I Paesi che hanno urgenza di garantire le proprie forniture energetiche torneranno a consumare più combustibili fossili. A medio termine, però, la guerra accelererà il passaggio alle energie alternative. Oltre all’eolico e al solare, anche il nucleare e l’idrogeno ne beneficeranno.
E forse, dico forse, inizieremo finalmente a fare sul serio contro la crisi climatica.
Cina, oltre il picco inizia la discesa
Nella primavera del 2023 la popolazione cinese dovrebbe essere superata da quella indiana, con circa 1,43 miliardi di abitanti.
La situazione demografica e la ridotta crescita per effetto di Covid e sanzioni economiche rappresentano due grosse sfide per Xi Jinping: tempo di mettere da parte (solo per il momento) le idee di sorpasso sugli USA?
America spaccata Again
La sbandierata “onda rossa” dei repubblicani nelle elezioni di medio termine non si è verificata. Questo però non cambia la sostanza dei fatti: negli Stati Uniti le divisioni sociali e culturali sono più forti che mai. Il paese è praticamente diviso in due su aborto, armi e altre questioni scottanti.
L’ingresso di Donald Trump nella corsa alle presidenziali del 2024, ufficializzato giusto ieri, getterà altra benzina sul fuoco.
Altri possibili conflitti
Stiamo focalizzando la nostra attenzione sulla guerra in Ucraina, e forse qualcuno tralascia segnali di rischio in altri punti del pianeta. Storicamente, momenti come questi hanno sempre rappresentato l’opportunità per regolare conti su base regionale.
Per questo avrei detto di tenere d’occhio l’area tra Turchia e Siria (e arrivano proprio in questi giorni indizi in questa direzione). Anche l’Iran è molto irrequieto, e potremmo assistere ad altre provocazioni tra le due Coree, o ancora tra Cina e Taiwan. In sintesi: saranno altri mesi ad alta tensione.
Geometrie variabili
Tra i trend da osservare, quello più dinamico riguarda le alleanze strategiche. Sarà un 2023 (ma in generale un futuro prossimo) in cui assisteremo a un rimescolamento di carte. La NATO accoglierà altri due membri. L’Arabia Saudita completerà la sua adesione ai BRICS?
Altre alleanze variabili saranno rappresentate dal piano americano di creare diversi “club” di nazioni per obiettivi specifici. Penso al Quad e all’AUKUS, nati per fronteggiare l’ascesa della Cina, e l’I2U2 che mette insieme USA, India, Israele ed Emirati Arabi intorno al tema della sostenibilità.
“Rimbalzo” di viaggi e turismo
La decisa uscita dalla morsa del Covid spingerà i viaggiatori a cercare di recuperare il tempo perduto. La spesa in turismo riacquisterà quasi i livelli del 2019 (anche se i prezzi sarà parzialmente dovuto all’inflazione).
Complessivamente il recupero non sarà totale, però, specie nel settore business dove forse i viaggi d’affari non torneranno mai più ai livelli pre-pandemia. C’è Zoom, bellezza.
Altri esami per il “metaverso”
Dopo il tonfo di Meta, con anni e miliardi andati in fumo, l’idea di lavorare e giocare in mondi virtuali sarà messa ancora alla prova.
Oltre al prevedibile cambio di strategia da parte di Zuckerberg (nel quadro di un più generale riassetto, fors’anche ridimensionamento delle Big Tech), il 2023 vedrà il lancio del primo visore di Apple che mostrerà una autorevole visione “alternativa”. Think different, giusto? Vediamo che direzione prenderà il comparto di realtà virtuale – realtà aumentata.
Briciole di trend
Piccole note a margine: sul libro del 2023, le criptovalute saranno considerate out (sarà contento il caro Marco Camisani Calzolari, che lo ha sempre sostenuto). Non avremo più soltanto dei NIMBY (Not in my Backyard, quelli che non vogliono sperimentare soluzioni energetiche “nel loro giardino”) ma emergeranno anche gli YIMBY, più “ottimisti” nell’ospitare soluzioni. Le “vecchie” password lasceranno il posto alle passkey, o ad altri sistemi più snelli e sicuri di autenticazione.
Trend del 2023, in conclusione
Come previsto ampiamente, la pandemia ha cambiato il mondo, segnando la fine di un periodo di relativa stabilità nella geopolitica e nell’economia. Il mondo di oggi è molto più confuso tra rivalità e sconvolgimenti di ogni genere dall’economia al clima, passando per la società.
La nuova stabilità? È l’instabilità. Abbracciamo anche questa con fiducia (non deve mai mancare) e buena suerte a tutti noi.