La tecnologia ci ha dato nuove opportunità per esplorare lo spazio, specialmente con i robot che sono risultati essere strumenti particolarmente efficaci per l’esplorazione di altri pianeti.
Escludendo l’imminente ritorno sulla Luna, il traguardo spaziale umano più prossimo è l’esplorazione di Marte. Avventura emozionante, che potrebbe svelare tracce risorse, o di vita extraterrestre passata o presente: e se la affrontassimo con una lucertola robotica?
A quattro zampe sul pianeta rosso
Gli scienziati della Nanjing University of Aeronautics and Astronautics hanno realizzato un robot a quattro zampe ispirato alla lucertola che potrebbe essere utile per esplorare Marte.
Questo robot, descritto nella rivista Biomimetics di MDPI (vi linko qui lo studio), possiede una struttura flessibile che imita i movimenti e lo stile di cammino delle lucertole del deserto.
Nel paper, i ricercatori Guangming Chen, Long Qiao, Zhenwen Zhou, Lutz Richter e Aihong Ji scrivono che in virtù della sua composizione del terreno (formato da terreni granulari e rocce di diverse dimensioni), Marte potrebbe essere proibitivo per i pesanti rover attuali. Per un robot strisciante a quattro zampe ispirato alla locomozione delle lucertole, invece, sarebbe tutta un’altra musica. Benedetta la biomimetica, sempre.
Come è fatta la “lucertola spaziale”?
Il robot biomimetico ideato da Chen e il suo team è formato da una struttura simile a una colonna vertebrale flessibile e quattro gambe. Per emulare il movimento “strisciante” della lucertola, ogni gamba ha due cerniere e un ingranaggio che genera un’oscillazione.
Le articolazioni dell’anca che uniscono la struttura vertebrale alle gambe del robot sono costituite da due servomotori e un meccanismo a quattro punti che permette al robot di alzarsi mantenendo l’equilibrio. Le “zampe” del robot sono dotate di quattro “dita” flessibili.
“Per determinare i movimenti del robot,” si legge, “vengono stabiliti modelli cinematici relativi a piedi, gambe e colonna vertebrale, nonché alla coordinazione tra la colonna vertebrale e le zampe”.
I prossimi passi
In un primo momento, i ricercatori hanno prima simulato, poi osservato (con un prototipo stampato in 3D) il funzionamento del loro robot per verificare se fosse in grado di imitare i movimenti della lucertola. Anche su terreni che “imitano” le asperità marziane. I risultati? Molto incoraggianti: movimenti e modello di camminata sono stati riprodotti a perfezione.
Si, il robot può muoversi con efficacia in ambienti rocciosi, ha potenziale per future missioni su Marte. Ora serviranno i miglioramenti: una struttura protettiva contro la polvere, materiali più resistenti, algoritmi più raffinati, un sistema di alimentazione continua.
Il resto è, anzi, sarà storia: già vedo “zampettare” questa lucertola sulle tv di tutto il mondo.