Un gruppo internazionale di ricerca ha messo le mani su un vero e proprio “mistero energetico”, creando un dispositivo in grado di prendere le vibrazioni dell’ambiente circostante e trasformarle in energia elettrica.
Il frutto del loro lavoro appena pubblicato su Nano Energy (ve lo linko qui) potrebbe cambiare del tutto il modo in cui alimentiamo i nostri dispositivi.
C-PVEH: energia dal Nulla? Quasi.
Sempre più oggetti quotidiani sono collegati: dal frigo alle luci stradali, grandi e piccoli dispositivi necessitano di energia per funzionare e per comunicare tra loro.
Ed è proprio qui che il C-PVEH entra in gioco convertendo le vibrazioni ambientali in energia elettrica usabile: una caratteristica che va a braccetto con l’internet delle cose, per rendere sempre più autonomi i tanti, piccoli dispositivi disseminati nelle nostre reti casalinghe (e urbane).
Come funziona?
Il dispositivo sviluppato dal team, chiamato C-PVEH, sfrutta una combinazione di materiali piezoelettrici e un polimero rinforzato con fibra di carbonio, noto come CFRP. È efficiente, durevole e sembra essere la soluzione ideale per alimentare questi dispositivi IoT. “Abbiamo riflettuto se un raccoglitore di energia dalle vibrazioni (PVEH), che sfrutta la robustezza del CFRP insieme a un composito piezoelettrico, potrebbe essere un mezzo più efficiente e durevole di raccolta dell’energia”, dice Fumio Narita, coautore dello studio (che vi linko qui) e professore presso la Graduate School of Environmental Studies della Tohoku University.
E come è andata? Vibrazioni positive
Il C-PVEH non ha deluso le aspettative. Test e simulazioni hanno mostrato che il dispositivo può mantenere alte prestazioni anche dopo essere stato piegato più di 100.000 volte. Ha dimostrato di essere in grado di immagazzinare l’energia generata e di alimentare luci a LED. Inoltre, ha superato altri compositi di polimeri a base di KNN in termini di densità di produzione di energia.
Questa nuova invenzione sembra destinata a spingere lo sviluppo di sensori IoT autoprodotti, portando a dispositivi IoT più efficienti dal punto di vista energetico. Non solo, Narita e i suoi colleghi sono entusiasti del progresso tecnologico del loro dispositivo. Il mix tra l’eccellente densità di produzione di energia e l’alta resistenza potrebbe guidare la ricerca futura su altri materiali compositi per applicazioni diverse.