Agnès Dewaele e il suo team di ricercatori dell’Università di Parigi-Saclay hanno sfruttato un’incudine di diamante per sintetizzare l’hexaferrum, una forma di ferro che si ritiene esista nel nucleo della Terra. Questa scoperta non solo getta luce sulle caratteristiche del nostro pianeta, ma apre anche nuove strade per la ricerca futura.
Viaggio al centro della Terra
Il nucleo terrestre è sempre stato un mistero. Come possiamo studiare qualcosa che si trova migliaia di chilometri sotto i nostri piedi? La risposta potrebbe sorprendervi: con un diamante.
Agnès Dewaele e il suo team hanno utilizzato un’incudine di diamante per comprimere il ferro in una forma chiamata hexaferrum o epsilon iron (ϵ-Fe). Questa forma di ferro è stabile solo ad altissime pressioni, simili a quelle presenti nel nucleo terrestre. Ma perché è così importante? Perché l’hexaferrum potrebbe essere la chiave per comprendere le variazioni direzionali nel nucleo terrestre, un fenomeno noto come anisotropia.
La ricerca è stata pubblicata nella rivista Physical Review Letters, e ve la linko qui.
Hexaferrum, la sfida della sintesi
Creare l’hexaferrum non è stato un compito facile. La pressione atmosferica a cui siamo abituati è molto diversa da quella nel nucleo terrestre. Ma, come dice il proverbio, volere è potere. Utilizzando l’incudine di diamante e il calore, il team è riuscito a creare condizioni ad alta pressione, anche se solo per un breve lasso di tempo.
Il vero ostacolo era trasformare il ferro, nella sua forma chiamata ferrite o ferro alfa, in hexaferrum. In passato, tentativi simili avevano portato alla formazione di piccoli cristalli, rendendo difficile l’analisi dettagliata. Ma Dewaele e i suoi colleghi non si sono arresi. Hanno adottato un approccio graduale, aumentando la pressione e la temperatura in modo controllato, fino a ottenere l’ambita forma di hexaferrum.
Un passo avanti
Grazie a questa ricerca ora sappiamo molto di più sul nucleo terrestre. Ad esempio, sappiamo che l’elasticità dell’hexaferrum dipende dalla direzione, il che significa che le onde si propagano più velocemente lungo un asse specifico. Questa scoperta potrebbe spiegare come le onde sismiche viaggiano attraverso il pianeta.
Ma non è solo questo: la ricerca francese potrebbe anche aiutarci a comprendere meglio le condizioni estreme al centro della Terra. Come dire: magari non avremo mai la possibilità di arrivarci direttamente (scusa, Jules Verne), ma possiamo sicuramente esplorare i suoi misteri attraverso la ricerca e la dedizione di scienziati appassionati.