L’avvento e l’introduzione di strumenti avanzati di intelligenza artificiale come ChatGPT hanno sollevato fortissime preoccupazioni riguardo al futuro del mercato del lavoro. Molti temevano che l’AI avrebbe sostituito interi settori, rendendo obsoleti numerosi ruoli professionali. Tuttavia, a distanza di otto mesi dal lancio di ChatGPT, la realtà al momento si è rivelata ben diversa dalle aspettative. Invece di sostituire l’uomo, l’AI si è posizionata come un complemento, migliorando l’efficienza e la produttività in vari settori.
L’evoluzione dell’AI nel mondo del lavoro
L’ascesa dell’intelligenza artificiale ha portato con sé una serie di previsioni e speculazioni. Molti credevano che, con l’avvento di strumenti come ChatGPT, interi settori sarebbero stati automatizzati in un batter d’occhio. Si immaginava un futuro in cui avvocati, ingegneri e giornalisti sarebbero diventati obsoleti a causa della tecnologia. Così, dall’oggi al domani.
Come spesso accade, la realtà ha preso una piega diversa. Contrariamente alle previsioni, nei suoi primi 8 mesi di “vita” l’adozione massiccia dell’AI non ha portato a licenziamenti su larga scala. Gli Stati Uniti, ad esempio, mantengono un tasso di disoccupazione del 3,5%, in Europa il tasso di disoccupazione è addirittura diminuito. Dati che smentiscono il racconto apocalittico di un’AI che decima la forza lavoro. Ma come è possibile? La risposta risiede nella natura stessa dell’intelligenza artificiale.
L’AI come alleato, non avversario
Sarah Guo, una venture capitalist specializzata in startup AI, afferma con convinzione: “La scomparsa di interi settori a causa dell’AI è un mito”. E ha ragione. Prendiamo, ad esempio, il settore legale. Si pensava che ChatGPT avrebbe sostituito gli avvocati, ma la realtà è ben diversa. Allen & Overy, uno studio legale di fama mondiale, ha adottato uno strumento AI chiamato Harvey senza sostituire un singolo impiegato.
Harvey analizza siti legali, contratti e altri documenti complessi, fornendo risposte e riassunti. Era lo strumento che, secondo molti, avrebbe mandato paralegali e giovani associati in cerca di un nuovo lavoro. Invece, ha migliorato le loro prestazioni, rendendoli più efficienti e preziosi per lo studio. Daren Orzechowski, un partner dello studio, sottolinea l’importanza della precisione e dell’affidabilità nel settore legale. E, come lui ricorda, quando i libri di legge sono stati digitalizzati, c’era una simile preoccupazione. Eppure, gli avvocati sono ancora qui, e in numero maggiore rispetto a prima.
La vera natura di ChatGPT e “colleghi”
Almeno al momento, l’AI è ottima nel gestire un compito specifico, ma fatica a gestire una serie di compiti come farebbe un essere umano. Questo rende ChatGPT e gli altri sistemi perfetti come assistenti, ma non come sostituti.
Un altro esempio lampante è il settore della radiologia. Nonostante le previsioni, i radiologi sono ancora molto richiesti. Alla Mayo Clinic, ad esempio, circa 500 radiologi utilizzano strumenti AI per analizzare e classificare immagini del corpo. L’AI li aiuta a essere più produttivi, compensando la carenza di personale medico. Il dottor Bradley Erickson, un neuroradiologo della Mayo Clinic, sottolinea come l’AI possa addirittura aumentare la domanda di radiologia.
ChatGPT e i suoi “fratelli”, il futuro è ancora nelle mani dell’uomo
Ogni volta che si sente parlare di aziende che sostituiscono i lavoratori con l’AI, è bene approcciare la notizia con uno spirito critico. Spesso, queste aziende stanno già ridimensionando il personale e cercano solo di presentare la situazione in un quadro di scelta “obbligata” da una concorrenza spietata dovuta all’intelligenza artificiale. Niente di tutto questo.
Daron Acemoglu, professore di economia al MIT, sottolinea che, anche se in futuro questa tecnologia diventasse abbastanza avanzata da sostituire interi settori, le aziende avrebbero comunque una scelta. Non c’è un esito predeterminato.
E, per ora, sembra proprio che scommettere sull’uomo sia ancora la scelta giusta.