Nel cuore della rivoluzione digitale, dopo la “rivoluzione Zoom” dettata dalle necessità dei lockdown e del Covid, il divano del terapeuta potrebbe non essere più necessario. Oggi, con un semplice clic, si può accedere ad una psicoterapia anche stando a casa. Ma è la stessa cosa? A sentire una nuova ricerca, sembrerebbe proprio di si.
Uno studio condotto nel Regno Unito ha scoperto che parlare con il proprio terapeuta via Zoom può essere altrettanto efficace nel trattare ansia e depressione quanto le tradizionali sessioni faccia a faccia. Considerato il fatto che le sessioni a distanza di psicoterapia hanno un costo medio più basso, in un’epoca in cui la salute mentale è al centro dell’attenzione globale questa circostanza potrebbe rivoluzionare il modo in cui percepiamo e accediamo alle cure psicologiche.
L’ascesa della psicoterapia online
Con l’avvento della pandemia di COVID, come detto, molte attività quotidiane si sono trasferite online, e la psicoterapia non è stata da meno. Molti terapeuti hanno dovuto adattarsi rapidamente a questa nuova realtà, offrendo sessioni virtuali ai loro pazienti. Ma quella che inizialmente sembrava una soluzione temporanea potrebbe in realtà avere radici molto più profonde. Questo recente studio suggerisce che uno dei principali vantaggi della terapia virtuale potrebbe essere la sua capacità di fornire trattamenti in tempi più rapidi, migliorando così la qualità della vita dei pazienti e riducendo i costi complessivi.
Ana Catarino, coautrice dello studio, sottolinea un punto cruciale: “Il vero costo delle cure per la salute mentale non deriva dal trattamento di queste condizioni, ma dal non trattarle”. Un’affermazione che mette in luce l’importanza di fornire accesso tempestivo e adeguato alle cure, soprattutto in un contesto in cui la domanda di servizi di salute mentale è in costante aumento.
La terapia più “virtualizzabile”? Quella cognitivo-comportamentale
La terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) è un tipo di terapia ben conosciuto che aiuta a trattare vari problemi. L’idea è che alcune abitudini negative legate a come pensiamo, sentiamo e agiamo possano ‘fissarsi nella nostra mente’. Con il giusto aiuto, possiamo anche ‘dimenticarle’ e sostituirle con abitudini più positive. Kathryn Boger, psicologa specializzata in CBT presso la Harvard Medical School e il McLean Hospital, afferma che numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia della CBT virtuale rispetto alla CBT tradizionale, specialmente per condizioni come depressione e ansia.
Ma non si tratta solo di numeri. La vera forza di questo studio, pubblicato sulla rivista Nature Mental Health (ve lo linko qui), risiede nell’analisi dettagliata dei risultati di oltre 27.500 pazienti. Grazie alla struttura unificata del Servizio Sanitario inglese, i ricercatori hanno potuto esaminare l’efficacia in termini di costi in un modo che sarebbe impossibile in sistemi sanitari frammentati, come quello americano. Ed era impossibile anche in passato: considerate che i primi studi sulla psicoterapia online risalgono a quasi 10 anni fa.
Verso un futuro digitale
Mentre la psicoterapia online guadagna terreno, è essenziale che i professionisti della salute mentale si adattino e si formino adeguatamente. Nonostante le prove della sua efficacia, esiste ancora un certo pregiudizio contro di essa. Con l’aumento della domanda e la crescente accettazione della psicoterapia online, è probabile che vedremo un cambiamento in questa percezione.
Potrebbe non essere la soluzione ideale per tutti, ma i risultati di questo studio sottolineano l’importanza di espanderne l’accesso, per soddisfare una domanda sempre crescente.