Dall’incredibile resa grafica del gioco Unreal del 1998 alla sofisticatezza nel fotorealismo dell’Unreal Engine 5, il viaggio di Epic Games sembra raccontare la storia di un’intera industria. Con l’ultimo aggiornamento, l’Unreal Engine non solo ha elevato gli standard, ma ha democratizzato l’iperrealismo digitale. Piccoli studi di sviluppo e filmmaker indipendenti ora hanno la possibilità di creare mondi digitali sorprendentemente realistici con una facilità mai vista prima.
Diamo un’occhiata alle demo di Unrecord, e ci ritroviamo a riflettere: è davvero un gioco o stiamo guardando una ripresa dal vivo? Il confine tra reale e virtuale non è mai stato così sottile.
Il viaggio epico di Epic Games
Nel 1998, quando la maggior parte di noi era ancora affascinata dai “pixelloni” e dai poligoni grezzi dei videogiochi, Epic Games ha lanciato una bomba nel mondo del gaming: l’Unreal Engine. Questo motore grafico ha dato vita a Unreal, uno sparatutto in prima persona che ha rivoluzionato l’industria con effetti visivi all’avanguardia, personaggi più intelligenti e UnrealScript, un linguaggio di scripting che ha aperto nuove frontiere nel design dei giochi.
IlThe New York Times lo scrisse poco dopo l’uscita del gioco: “Questo mondo non è irreale. È iper-reale”. Più che un giudizio era una profezia.
Unreal: una pietra miliare nel fotorealismo
Anche oggi, guardando indietro, le grafiche di Unreal sono impressionanti. Ma se lo confrontiamo con le iterazioni successive dell’Unreal Engine, come Tom Clancy’s Splinter Cell: Chaos Theory (Unreal Engine 2), Batman: Arkham Knight (Unreal Engine 3) e Observer (Unreal Engine 4), ci rendiamo conto di quanto l’industria sia progredita.
E poi, nel 2022, è arrivato l’Unreal Engine 5. Questo aggiornamento ha permesso ai giochi di presentare grafiche così realistiche da sfumare in modo deciso, forse irreversibile, i confini tra gioco e realtà.
Nanite: il cuore pulsante dell’iperrealismo
Nanite è probabilmente il vero “asso” nella manica di Unreal Engine. Questo sistema consente ai giochi di mostrare immagini di altissima fedeltà senza soffrire di problemi di prestazioni. In pratica, ogni oggetto in un videogioco è composto da milioni di piccoli triangoli. Più dettagliato è l’oggetto, più potenza di calcolo è necessaria per renderizzarlo.
Nanite automatizza questo processo, regolando dinamicamente la risoluzione dei modelli 3D mentre ci si muove nel gioco, mostrando dettagli ad alta risoluzione da vicino e semplificando gli oggetti mentre si allontanano, tutto senza la necessità di una pre-configurazione manuale da parte degli sviluppatori.
Lumen: quando la luce diventa reale
Ma avere oggetti dettagliati non basta. La luce deve sembrare naturale, sennò che fotorealismo è? Unreal Engine 5 utilizza un sistema chiamato Lumen. La sua funzione principale è calcolare automaticamente come la luce da una fonte (tipo il sole, o una lampada) illuminerebbe naturalmente un ambiente in tempo reale.
Generazione di contenuti procedurali: la magia dietro gli scenari
Un’altra grande innovazione è la generazione di contenuti procedurali. Questo strumento popola automaticamente un mondo con modelli basati sui parametri selezionati dallo sviluppatore. Quindi, se vuoi costruire un gioco ambientato in una foresta, non devi più progettare manualmente ogni singolo aspetto dell’ambiente. Questo strumento fa tutto da solo, risparmiando tempo e risorse.
Fotorealismo “democratico”
Una volta, creare un mondo digitale fotorealistico era possibile solo per i grandi studi di gioco con budget enormi. Con l’avvento di piattaforme come Unreal Engine, anche i team più piccoli possono competere. Per questo i giochi indipendenti stanno diventando sempre più popolari, via via che il confine tra realtà e gioco si assottiglia.
Un trend che non mostra segni di rallentamento. E promette di essere straordinario.