Immaginate un campo di grano che ondeggia al vento: è un’immagine che evoca bellezza e natura. Ma se vi dicessi che quel movimento potrebbe presto essere catturato da una tecnologia rivoluzionaria per produrre energia? E senza le imponenti turbine eoliche a cui siamo abituati? Ecco cosa promette Airloom, un progetto che potrebbe non solo abbattere i costi dell’energia eolica, ma anche ridisegnare il nostro approccio alle fonti rinnovabili.
Una ventata di innovazione nel settore eolico
Airloom Energy ha svelato solo da poco le sue carte, introducendo un approccio tecnico radicalmente diverso nel campo dell’energia eolica. Con un nuovo CEO proveniente da Google[x] e un finanziamento iniziale di 4 milioni di dollari (guidato dal fondo Breakthrough Energy Ventures di Bill Gates) la startup promette di stravolgere l’equazione finanziaria delle fattorie del vento.
Energia eolica: le dimensioni contano… o forse no?
Le turbine eoliche stanno raggiungendo dimensioni colossali, alcune addirittura più alte della Torre Eiffel, diventando così alcune delle macchine in movimento più grandi della storia. E sembra che continueranno a crescere, perché maggiore è la dimensione, maggiore è l’incentivo energetico a rendere le pale ancora più lunghe. Tuttavia, la grandezza comporta un aumento dei costi a ogni livello: materiali, produzione, trasporto, logistica, costruzione e manutenzione.
La soluzione proposta da Airloom ridimensiona tutto, avvicinando al suolo gli elementi chiave. Un impianto Airloom da 2,5 MW userebbe una serie di pali alti 25 metri per sospendere una pista ovale, nella quale sono inserite pale alari di 10 metri, collegate da un cavo. Queste pale, simili a quelle di una barca a vela, catturano l’energia del vento mentre viaggiano lungo la pista, orientata in modo da massimizzare la cattura del vento.
Più semplice e meno costosa
Con questa sua “architettura”, un intero tracciato Airloom da 2,5 MW può essere trasportato su un singolo camion, eliminando la necessità di enormi gru per torri eoliche. Inoltre, le parti possono essere costruite in fabbriche relativamente piccole, e anche ogni aspetto dell’installazione e della manutenzione può essere più facile, economico e sicuro. Confrontando, ad esempio, un’unità GE da 2,5 MW, Airloom sostiene che un tracciato alare costerà meno del 10% rispetto a una turbina tradizionale, con un costo inferiore a 225.000 dollari. Aggiungendo i requisiti di terreno e altri fattori, un intero impianto eolico promette di avere meno del 25% dei costi iniziali, con meno di 6 milioni di dollari per una fattoria eolica da 20 MW.
Energia a basso costo per il futuro
A livello pratico, Airloom afferma che il suo design porterà il costo livellato dell’energia (LCoE) dell’energia eolica a circa un terzo di quello attuale per kilowattora, intorno a 1,3 centesimi per kilowattora. Questo renderebbe una delle forme di energia rinnovabile più economiche ancora più conveniente.
Il sistema promette di essere meno invasivo visivamente rispetto alle alte torri delle turbine eoliche, rendendolo adatto a una gamma più ampia di siti e riducendo l’opposizione del fenomeno NIMBY (Not In My Back Yard). È inoltre scalabile orizzontalmente, tanto che le piste potrebbero estendersi per chilometri, e l’altezza del sistema può essere modificata per sfruttare al massimo un dato sito.
Per decenni, l’industria eolica ha ridotto il costo della produzione di energia aumentando le dimensioni delle turbine. È stato estremamente efficace nel ridurre i costi complessivi, ma l’approccio ora si scontra con sfide in termini di posizionamento e costi dei materiali. L’approccio unico di Airloom può risolvere entrambi questi problemi.
Carmichael Roberts, Breakthrough Energy Ventures
Verso la commercializzazione
Con prototipi già funzionanti su piccola scala, Airloom utilizzerà il suo finanziamento iniziale per dimostrare la tecnologia con un dispositivo di test da 50 kW, per poi passare alla commercializzazione e alla scalabilità. Sarà interessante scoprire quale fattore di capacità raggiungeranno questi impianti in un contesto di fattoria eolica, rispetto al fattore medio del 35% delle turbine eoliche on-shore (almeno negli Stati Uniti). Essendo più vicino al suolo, il sistema Airloom potrebbe non sfruttare le velocità del vento più elevate che si trovano più in alto.
Airloom afferma inoltre che il concetto funzionerà anche offshore, dove si trovano la maggior parte delle migliori risorse eoliche. Presumibilmente, però, questo richiederà pali più lunghi, ancorati sul fondo marino.
Conclusione
L’energia è principalmente una questione di costi, e se questa macchina può produrre energia eolica a un terzo del prezzo di una torre alta, il fattore di capacità non avrà molta importanza. Mi affascina questa idea, anche se mi aspetto che i progressi siano dolorosamente lenti. Considerate che per ultimare il primo prototipo, Airloom ha impiegato ben 7 anni. Non proprio veloce come il vento, giusto?