La chirurgia moderna ha tra i suoi principali obiettivi quello di minimizzare l’invasività degli interventi. Una nuova tecnologia di stampa 3D basata su ultrasuoni potrebbe essere una chiave in questa direzione: non più chirurgia invasiva, ma impianti stampati direttamente all’interno del corpo umano.
La stampa 3D incontra (ancora una volta) la medicina
La medicina e la tecnologia si sono sempre intrecciate per migliorare la qualità e l’efficienza delle cure mediche. Anche la stampa 3D scalda i motori da tempo (penso alla stampa di interi organi, o di muscoli), ma con questi ultimi sviluppi potrebbe entrare in sala operatoria in modi che fino a poco tempo fa erano inimmaginabili.
Tutto merito degli scienziati della Duke University e della Harvard Medical School, che hanno presentato una tecnica di stampa 3D basata sugli ultrasuoni in grado di rivoluzionare le procedure chirurgiche. Vi linko qui la ricerca pubblicata su Science, poi vi riassumo: se vorrete, approfondirete lí.
Oltre i limiti della stampa 3D tradizionale
La stampa 3D classica, che si basa sul deposito di strati successivi di materiale, incontra limitazioni significative quando si tratta di applicazioni mediche, specie per quanto riguarda gli interventi interni.
Il nuovo approccio, chiamato stampa volumetrica acustica a penetrazione profonda (l’acronimo inglese è DVAP), supera questi ostacoli utilizzando un “inchiostro” sonico biocompatibile, noto come sono-ink. Questo inchiostro si riscalda e si solidifica quando assorbe impulsi di ultrasuoni, permettendo la creazione di strutture tridimensionali all’interno del corpo.
In pratica? L’idea di iniettare inchiostro liquido nel corpo per poi solidificarlo in forma di impianto potrebbe sembrare fantascientifica, ma ha solide basi scientifiche. Una volta iniettato nella zona desiderata, l’inchiostro può essere esposto a onde ultrasoniche che penetrano in profondità. Il risultato? La formazione di impianti solidi nella forma e nel luogo desiderati, senza la necessità di interventi chirurgici invasivi.
Impianti stampati direttamente nel corpo: applicazioni versatili e personalizzate
La versatilità del sono-ink permette di adattare questa tecnologia a una vasta gamma di applicazioni mediche. Può essere formulato per essere durevole o biodegradabile e per imitare vari tipi di tessuto biologico. I test di laboratorio hanno già dimostrato l’efficacia di questa tecnologia in diverse situazioni, tra cui la riparazione di difetti ossei e la consegna di farmaci chemioterapici attraverso idrogel stampati.
Questa tecnologia non solo riduce l’invasività e i rischi associati agli interventi chirurgici ma apre anche la strada a trattamenti personalizzati e mirati. La capacità di stampare impianti e strumenti medici direttamente all’interno del corpo umano è un salto qualitativo nella precisione e nell’efficacia delle cure mediche: il suo potenziale di migliorare la qualità della vita dei pazienti è immenso.
Terremo d’occhio gli sviluppi, restate in scia!