In un recente studio pubblicato su Nature Plants (ve lo linko qui), un gruppo di scienziati ha annunciato un progresso rivoluzionario nel campo della biologia sintetica: la creazione del genoma parzialmente sintetico per una pianta, il muschio di terra.
Un lavoro che segna un passo importante verso lo sviluppo di genomi di piante completamente artificiali ed evidenzia il potenziale del muschio come mezzo per produrre medicinali e altri prodotti biotecnologici.
Un nuovo orizzonte in biologia sintetica
Con la sua versione parzialmente sintetica del genoma del muschio Physcomitrium patens, il team di ricercatori guidato da Ian Ehrenreich alla University of Southern California ha fatto significativi progressi.
Focalizzandosi su una parte del cromosoma di questa pianta, gli scienziati hanno compiuto un lavoro fondamentale. L’implicazione è chiara: anche organismi multicellulari possono essere oggetto di studi di genomica sintetica. Questo è solo l’inizio di un progetto chiamato SynMoss (da “synthetic” e “moss”, muschio sintetico).
Pianta sintetica: tecnologia e obiettivi futuri
Nel progetto SynMoss, i ricercatori hanno scelto di lavorare su una parte del braccio corto del cromosoma 18, il più piccolo del genoma della pianta, riducendolo del 56%. La pianta modificata ha mostrato normalità in termini di dimensioni e forma. E ha una resistenza a diversi stress simile a quella dei suoi omologhi naturali.
In attesa di quello completamente sintetico, l’uso del muschio terrestre nella produzione di determinati composti chimici e farmaci è già una realtà. Un farmaco sintetizzato da versioni geneticamente modificate del muschio è attualmente in fase di sperimentazione clinica. Il progetto SynMoss promette di ampliare ulteriormente queste capacità, avvicinandoci all’obiettivo di un genoma di muschio completamente sintetico entro i prossimi dieci anni.
In poco tempo la biologia sintetica trasformerà l’industria farmaceutica e biotecnologica.