Gli incidenti frontali tra auto e camion sono tra i più letali sulle nostre strade: nella stragrande maggioranza dei casi, purtroppo, l’automobilista perde la vita. Forse c’è una soluzione per rendere queste collisioni meno tragiche, e arriva dalla Svezia. Si tratta di un’innovazione che potrebbe rivoluzionare la sicurezza dei mezzi pesanti: un paraurti “salva-vita” in grado di proteggere meglio gli occupanti delle vetture. Come funziona? Vediamo insieme, con calma.
La salvezza non deve essere un miracolo
Mettiamola così: se la vostra utilitaria si scontra con un bestione da 40 tonnellate, le probabilità di uscirne indenni sono pari a quelle che Davide aveva contro Golia. Solo che nella realtà, raramente c’è il colpo di fionda provvidenziale a ribaltare le sorti dello scontro impari.
Il problema, spiegano gli scienziati della Chalmers University of Technology, è che le zone di deformazione progettate per assorbire l’energia d’impatto nelle auto non sempre si “incastrano” alla perfezione con quelle dei camion. Risultato? La povera vettura si accartoccia come una lattina, mentre il gigante della strada se la cava con qualche graffio.
Il cavaliere dal paraurti lucente
Il team svedese guidato dal prof. Robert Thomson ha escogitato un’armatura hi-tech per rendere i camion più “gentili” con le auto. Si tratta di una struttura frontale a nido d’ape, realizzata con tubi di alluminio esagonali che formano un paraurti proteso in avanti, quasi come uno scudo.
Il segreto? È tutto nel materiale: questo “castello di carte” metallico è composto per il 97% da aria, il che lo rende super leggero e deformabile. In pratica, si comporta come un enorme cuscino in grado di attutire il colpo quando l’auto ci finisce contro.
L’estremo sacrificio
Il paraurti, come scrivo nel titolo , è un vero e proprio “supereroe” della strada, disposto a immolarsi per il bene dei più deboli. Variando lo spessore della struttura (decisamente maggiore di quella della carta stagnola che il mio collega Tony usa per avvolgere i suoi panini), è possibile regolare la capacità di assorbimento degli urti.
I test effettuati dalla Swedish Transport Administration parlano chiaro: il frontale “salva-vita” riduce le deformazioni dell’abitacolo delle auto dal 30 al 60%, con un conseguente calo del rischio di morte o lesioni gravi per chi si trova al volante. E come bonus extra, anche lo stesso camion subisce meno danni a sterzo, freni e sospensioni. Situazione win-win, anzi: win-win… For life! Date un’occhiata.
Fatti avanti, mascellone
Qualcuno potrebbe chiedersi perché questa soluzione arriva solo ora. Beh, è colpa di certe normative europee miopi che, fino al 2019, hanno costretto i produttori a realizzare camion “a muso piatto” per massimizzare lo spazio di carico. Risultato? Paraurti ridotti all’osso, senza margine per accorgimenti di sicurezza.
Ora che le maglie si sono finalmente allentate, ecco che si aprono nuovi scenari. Non solo Superman, quindi, ma anche un po’ Ridge Forrester, visto che il supereroe dei camion sfoggia una “mascella” piuttosto prominente. Come dire? Un tocco di stile americano nel vecchio continente.
Da grandi paraurti derivano grandi responsabilità
Certo, l’idea di “buttarsi sotto le auto” potrebbe non entusiasmare i camionisti più orgogliosi del loro status di “re della strada”. Ma che volete farci, anche i supereroi hanno i loro momenti di crisi esistenziale.
L’importante è ricordarsi che, in fondo, si tratta di un sacrificio per una giusta causa. Perché se è vero che “l’importante non è come si cade, ma come ci si rialza”, nel caso degli incidenti stradali l’ideale sarebbe proprio non cadere affatto.
Con questo nuovo paraurti salva-vita, i camion sono pronti a prendersi una bella botta al posto vostro. Non vi resta che incrociare le dita e sperare di non doverli mai ringraziare di persona.